Boris, solidarietà all’uomo delle bolle

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La manifestazione-abbraccio di solidarietà a Boris, l’uomo delle bolle di Viareggio, è stata bella soprattutto perché è stata colorata, viva, eterogenea (e ValdinieviolEventi, ovviamente, c’era). Manifestazione come se ne vedevano una volta, piena di bambini, di famiglie, di persone diversissime per estrazione sociale, provenienza, Regione e ragione per essere presenti sotto al Sole non molto convinto che illuminava la passeggiata di Viareggio domenica 24 pomeriggio, dalle 16 in poi, davanti al civico 48. Una manifestazione eterogenea come stupendamente eterogeneo è il luogo che l’ha generata: internet. Anzi, diciamola meglio: i social network.

Il fatto che ha scatenato quell’abbraccio di gruppo è stato, al tempo stesso, eclatante e marginale. Una lite, per “futili motivi” che più futili non si può: il sapone delle bolle dell’uomo delle bolle lasciava aloni sulle vetrine di un negoziante. Solo che, nel frangente, il commesso dell’esercizio commerciale ha sbroccato, ha dato di matto inveendo verso Boris, minacciandolo con parole tipo “Ma cosa sei tu?” e “Ti spacco la testa”; infine, il tizio ha preso una gomma, di quelle che di solito si usano per innaffiare, e ha cominciato a spruzzare acqua. Prima, d’intorno, poi proprio addosso all’uomo delle bolle. Un gesto nauseante, che ricorda scene del secolo scorso che avremmo volentieri lasciato nell’oblio dello schifo. Eclatante, ma anche marginale: difficilmente avrebbe raccolto anche solo un trafiletto su un qualsiasi giornale locale.

Lo "spruzzo" su Boris

Lo “spruzzo” su Boris

 

Invece, no. Perché lì c’è un amico di Boris, con uno smartphone, che filma la scena. Vuoi per la forza delle immagini, vuoi per la nefandezza dell’accaduto, il video diventa – come piace dire a noi che sui social network viviamo e lavoriamo – virale. Che poi è come dire – con un linguaggio leggermente più vecchio – di pubblico dominio. Comincia a fare tam tam. E dal trafiletto, sbam!, finisce in prima pagina. Diventa un caso da dibattere in Consiglio comunale. Diventa una roba che fa notizia. Parecchia notizia.

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Così, torniamo a domenica pomeriggio. Al selfie-abbraccio con Boris che migliaia di persone, accorse da diverse parti della città di Viareggio, della Versilia, della Toscana e non solo, hanno voluto mettere nella propria bacheca di esperienze personali. Facendo un abbraccio, insieme a Boris, alla propria libertà.

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Dimostrando, per una volta e ancora una volta, quanto i social possano essere forti nel verso giusto della forza, potenti aggregatori di idee, istanze, sentimenti e sensazioni. Dentro quella folla così diversa c’era la bellezza tutta uguale della partecipazione, una partecipazione chiamata a raccolta da migliaia di diari, di post, di hastag, di tweet, di aggiornamenti di stato. Una partecipazione che è divenuta possibile sui social attraverso i social grazie ai social e solo perché esistono i social.

Quale testata giornalistica, partito politico o gruppo editoriale può dirsi capace, adesso, di fare altrettanto?

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