De Chirico a due ore da casa: andiamo!

de chirico a ferrara

Di Federica De Angelis

De Chirico a Palazzo Diamanti, Ferrara

E’ ormai quasi al termine la mostra ferrarese dedicata all’artista fondatore della pittura metafisica, tant’è che le sue porte chiuderanno il prossimo 28 febbraio.
La mostra nasce con l’intento di celebrare la ricorrenza del centenario dell’arrivo di De Chirico a Ferrara, in cui visse per ben tre anni e mezzo dopo aver lasciato Parigi nel 1915 a causa dello scoppio della prima guerra mondiale. Dopo questo evento, la sua pittura mutò completamente, travolta dalla bellezza quasi surreale ed enigmatica della città estense, le cui piazze che paiono stanziare in un luogo senza tempo, diventano il teatro in cui recitano marionette e manichini immobili e privi di vita. L’incontro con Carlo Carrà porterà invece alla fondazione della pittura metafisica, tramite la quale l’artista cercò di rappresentare ciò che è oltre l’apparenza fisica e materiale della realtà, al di là dell’esperienza sensibile. La prima genesi d questa corrente si deve però ad un’opera citata durante il suo soggiorno parigino, “L’enigma di un pomeriggio d’autunno” del 1910; :

« …, dirò ora come ho avuto la rivelazione di un quadro che ho esposto quest’anno al Salon d’Automne e che ha per titolo: L’enigma di un pomeriggio d’autunno. Durante un chiaro pomeriggio d’autunno ero seduto su una panca in mezzo a Piazza Santa Croce a Firenze. Non era certo la prima volta che vedevo questa piazza. Ero appena uscito da una lunga e dolorosa malattia intestinale e mi trovavo in uno stato di sensibilità quasi morbosa. La natura intera, fino al marmo degli edifici e delle fontane, mi sembrava convalescente. In mezzo alla piazza si leva una statua che rappresenta Dante avvolto in un lungo mantello, che stringe la sua opera contro il suo corpo e inclina verso terra la testa pensosa coronata d’alloro. La statua è in marmo bianco, ma il tempo gli ha dato una tinta grigia, molto piacevole a vedersi. Il sole autunnale, tiepido e senza amore illuminava la statua e la facciata del tempio. Ebbi allora la strana impressione di vedere tutte quelle cose per la prima volta. E la composizione del quadro apparve al mio spirito; ed ogni volta che guardo questo quadro rivivo quel momento. Momento che tuttavia è un enigma per me, perché è inesplicabile. Perciò mi piace chiamare enigma anche l’opera che ne deriva. »

Ferrara divenne però il luogo determinante per la fondazione della cosiddetta scuola metafisica, poiché è nei suoi ambienti intellettuali che il gruppo composto da De Chirico, Carrà, Savinio e De Pisis andò a costituirsi e a confrontarsi sui temi dell’arte. La pittura metafisica influenzò profondamente gli sviluppi artistici del Novecento, tanto che oggi possiamo rintracciarne i principi nelle opere di Morandi, Raoul Hausmann, George Grosz,René Magritte, Salvador Dalí e Max Ernst, molti dei quali compaiono nella mostra allestita in Palazzo Diamanti.
L’allestimento è a cura di Paolo Baldacci e Gerd Roos, mentre l’organizzazione dell’evento si deve alla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie Stuttgart in collaborazione con l’Archivio dell’Arte Metafisica di Milano e Berlino.

le chiccherie di federica de angelis

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