Monsummano Alto, la canonica restituita a nuova vita

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Pubblichiamo con autentico piacere la segnalazione arrivata dalla parrocchia di Monsummano sull’apertura, questa mattina, della Canonica della Chiesa di Monsummano Alto, un luogo che torna fruibile e accedibile!

Sono conclusi i lavori di restauro della casa canonica di Monsummano Alto durati oltre 3 anni. L’inaugurazione è in programma sabato 8 alle 11. A prima vista, arrivando dalla piazza, sembrerebbe un piccolo edificio, quasi un annesso della chiesa.

Il fabbricato fu realizzato sfruttando i terrazzamenti presenti sulla sommità del colle, pertanto lo sviluppo è articolato sulla conformazione del suolo. La scelta poi della copertura che si sviluppa quasi per intero ad una sola falda rendono una prospettiva che non fa apprezzare in pieno la volumetria del complesso. L’aspetto più corretto si apprezza meglio dalla vista del retro, dove si mette in risalto sia la dimensione che la presenza di elementi architettonici più apprezzabili, quali l’incorniciamento delle finestre, che l’accurata tessitura muraria.  

Lo spazio interno copre una superficie calpestabile di oltre 180 metri quadrati per piano, oltre ad un seminterrato, un tempo destinata alle stalle.

Il restauro ha presentato numerosi problemi che in fase progettuale non erano stati presi in considerazione o sottovalutati. L’intera tessitura lignea dei solai e della copertura è stata quasi totalmente sostituita, anche in quelle parti valutate come recuperabili, ma nello smontaggio sono apparse gravi degradazioni interne.

Il principio generale era quello di poter recuperare quanto più possibile dei materiali esistenti. Questo è stato possibile in molti casi, come il manto di copertura, il cotto dei pavimenti e delle solette dei solai, ed anche per molte infissi interni. Quando non è stato possibile il recupero si è intervenuto con scelte di materiali nuovi, ma che si adattavano il più possibile vicino a quelli originali.

Dal primo momento di intervento, nel verificare lo stato di fatto sotto le imbiancature, sono apparsi decori e dipinti murari assai interessanti. In 3 lunette sovrapporta si evidenziano dipinti raffiguranti episodi dell’antico testamento: la scena di Mosè con il vitello d’oro, La consegna delle tavole della legge, Il roveto ardente.  Nella prima sala sono presenti alcuni riquadri con scritte riguardanti episodi delle vicende del complesso, uno stemma, ed altri riquadri con motivi floreali. Tutte le pareti inoltre sono decorate con motivi floreali assai piacevoli, che sono stati consolidati nelle parti rimaste, integrando con colori leggermente differenti, per le parti con lacerazioni distrutte.

Durante i lavori sono apparse anche problemi del tutto inattesi: nel realizzare una traccia su una parete esterna nel muro a pietre, si è manifestato uno svuotamento della parte interne, realizzata a suo tempo con materiali assai poveri, e che hanno portato al crollo di quasi tutta la parete nell’avancorpo chiamato popolarmente la stanza del monaco. Grazie alle foto preventivamente fatte si è provveduto alla ricostruzione, ritessendo l’apparecchiatura muraria come era in precedenza.

Un altro grande problema da affrontare è stato quello della presenza di infiltrazioni d’acqua, quasi incomprensibili trattandosi di un’area che si trova sulla sommità del monte. Pertanto intorno alle pareti del salone principale, si è dovuto provvedere alla realizzazione di un canale di ventilazione che impedisca il diffondersi dell’umidità.

Per rendere possibile l’uso per le attività pastorali, quali rendere l’ambiente sufficiente ad accogliere gruppi di giovani ed altri, per incontri e convegni si sono dovute irrobustire le portanze dei solai, e inserire un adeguato numero di servizi igienico sanitari, tali da soddisfare le attuali esigenze.

Il complesso si è dotato di tutte le dotazioni impiantistiche e un grosso problema è stato anche quello di avere una consistente riserva di acqua per tutti i servizi, inserendo i depositi nei terrazzamenti del retro, conservando la presenza dei muretti di contenimento con conci di pietre collocate a secco.

Mancherebbero ancora alcuni cose per rendere più soddisfacente il complesso, quali realizzare l’intera intonacature esterna, collegare gli scariche alla fognatura comunale, completare la sistemazione del piano seminterrato.

L’intervento è stato possibile grazie ai contributi della Cei con l’otto per mille, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, i contributi degli oneri di urbanizzazione secondaria del Comune. E’ stato considerevole anche il contributo dei parrocchiani con donazioni volontarie come quella di Nannini Giustino e altre raccolte frutto di iniziative varie.

don Gianni

per la foto un grazie a smartuscany.it

 

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