Perché non ci portiamo a casa gli avanzi?

scatolina spreco

Per uno su quattro è da maleducati. Uno su cinque ammette timidamente di farlo “occasionalmente”. E intanto ogni anno nella nostra Regione buttiamo via 75 chili di cibo a testa. Stiamo parlando del chiedere al cameriere del ristorante la doggy-bag (e già il fatto che si chiami così lascia poco addito a dubbi), ovvero quella scatolina nella quale riporre eventuali avanzi per portarseli a casa gustandoseli con comodo. I dati che dicevamo, e che raccontano una poca propensione di noi toscani a riusare gli avanzi, sono contenuti in una indagine di Coldiretti/Ixè. “Solo un toscano su cinque (20%) – emerge dalla ricerca Coldiretti – risulta aver chiesto al cameriere di mettere gli avanzi nella ‘doggy-bag’, il box o la vaschetta dove vengono riposti gli avanzi del piatto da riportare a casa. Per un toscano su quattro (25%) chiedere al ristorante di portarsi gli avanzi a casa è addirittura da maleducati, poveracci e volgare”.

Il motivo per il quale alla Coldiretti è venuto in mente di realizzare questa ricerca è l’introduzione in Francia dell’obbligo di distribuire alla fine dei pasti, appunto, le doggy bag, in modo da incentivare questa pratica che ridurrebbe costi e sprechi. E nelle conclusioni dello studio c’è il motivo per il quale tale obbligo da noi troverebbe poco campo di applicazione: “I toscani si vergognano”.

“La riduzione degli sprechi – spiega Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana, così come riportato dall’ANSA – è prima di tutto una battaglia di civiltà e di rispetto nei confronti di chi non ha garantito il cibo a sufficienza per condurre una vita dignitosa e serena. Buttare via il cibo equivale ad erodere le speranze di vita di qualcuno. I dati sullo spreco sono impressionanti nonostante ci sia stata una riduzione, per effetto della crisi che ha indotto ad acquisti più ragionati e misurati, alla cucina fai da te e alla riscoperto delle ricette degli avanzi: ogni anno, ogni toscano, butta nell’immondizia, circa 75 chili di cibo. 300mila tonnellate nell’anno solare. Una montagna di cibo che rappresenta una montagna di spreco. La rivoluzione culturale deve iniziare nelle case di ciascuno di noi ma anche nei ristoranti e nei luoghi della somministrazione: ci si dovrebbe vergognare a buttare il cibo nella spazzatura non nel chiedere al cameriere di prepararci una vaschetta con gli avanzi”.

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply