Dietro le quinte di “Cavalli di Battaglia!”

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di Simone Ballocci

A poche ore dalla messa in onda dell’ultima, imprevista puntata di “Cavalli di Battaglia”, ValdinievolEventi è entrata “dietro le quinte” di questo straordinario, elegante, bellissimo show che ha riportato Montecatini nella prima serata di Rai Uno. Per farlo, siamo andati a trovare una delle “amiche” della nostra redazione, Luana Grazzini, che insieme a tutto lo staff di “FashionItaly Parrucchieri” si è resa protagonista del grande evento:

“A noi di FashionItaly Parrucchieri – ci racconta con una gran soddisfazione – la Rai ha affidato l’aspetto estetico di tutto il corpo di ballo, dell’orchestra e delle tre coriste”. “Un gran lavoro”, le chiediamo: “Sì, è stata un’esperienza unica. Non c’erano particolari orari, o limitazioni: quel che c’era da fare si faceva. Si andava sia il giorno delle prove che il giorno della registrazione, intorno l’ora di pranzo. E ne uscivamo a notte fonda…”.

Abbiamo visto sui social la soddisfazione che avete dimostrato nell’incontrare così tanti personaggi”. “Più sono grandi – ci ha risposto Luana – più sono signorili, gentili, divertenti. Sì, abbiamo incontrato dietro le quinte persone veramente straordinarie”. A questo punto, la domanda è d’obbligo: “Luana, facci entrare lì dietro. Chi è stato il più signore?”. “Difficile dirlo, ce ne sono stati tantissimi di una gentilezza squisita: da Baglioni a Marcoré, da Salemme a Nancy Brilli, da Bonolis a tutta la famiglia Proietti, abbiamo incontrato veramente persone a cui la fama sta bene addosso, che la indossano condisinvoltura e signorilità”.

“Bonolis sul palco è stato straordinario, dimostrando uno stato di grazia. E dietro?”. “Appena ha finito il suo pezzo – ci racconta Luana – c’era già una macchina accesa fuori dall’ingresso del Teatro Verdi pronta per portarlo via verso chissà quale altro impegno o spostamento. Eppure, ci ha tenuto a salutare personalmente ognuno di noi che incontrava, stringendo mani e chiedendo di fare foto. E poi, anche fuori dal palco è di una simpatia e di una allegria uniche…”.

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“E Gigi, ovvero, il protagonista: Gigi Proietti?”. “Lavorare a stretto contatto con tutta la famiglia Proietti è stata un’esperienza di giovialità, freschezza e di una professionalità uniche. Tra l’altro Gigi è stato funestato per lo meno per le prime due puntate da una influenza che lo ha fatto stare molto male. Tanto da dire a tutti noi: <<Mi dispiace da morire di non esser riuscito a godermi Montecatini come avrei voluto>>, dimostrando pure un affetto verso la città che lo ha ospitato che non era scontato”.

“Ma visto da dentro un varietà che fa milionate di spettatori, prodotto dalla Rai con il meglio che lo spettacolo italiano possa offrire, a cosa somiglia: ad una macchina perfetta, o a un grande marchingegno artigianale?”. “E’ entrambe le cose: è una macchina perfetta, enorme, bellissima, perché altrimenti non potrebbe stare in piedi. Ma è soprattutto il risultato di tantissimo artigianato: ci sono tantissime persone, c’è tanta collaborazione, c’è tanta inventiva e – soprattutto – c’è un perfezionismo maniacale. Ogni cosa è controllata, ogni cosa è vista e rivista, voluta e cercata, pensata e realizzata”.

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Una macchina perfetta e artigianale che ha riportato Montecatini e la Valdinievole in prima serata su Rai Uno”. “E’ stato bello anche e soprattutto per questo: abbiamo un patrimonio valoriale ancora così grande da preservare e sviluppare che nemmeno ce lo immaginiamo…”.

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