Wedding planner, professione da scoprire (E che pazienza con lo sposo…!)

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Nella nostra continua, attenta ricerca di eccellenza, abbiamo incontrato Viola, una “event planner, con predilizione per il settore wedding”, come si autodefinisce. Con Viola siamo partiti alla scoperta di una professione che è spesso sinonimo di “novità”, e “terzo millennio professionale”. Ma ne sappiamo davvero qualcosa di preciso? Ecco: parlare con Viola ci è servito proprio a questo…

wedding-plannersWedding planner, anzitutto: cos’è per te? Una professione, o una vera e propria missione? 

La mia professione è per me ciò che di più naturale possa esistere, direi una vera e propria vocazione. Se questa non fosse esistita avrei fatto di tutto per inventarla. C’è un “però”, questo lavoro non è ancora molto diffuso nel nostro amato Paese, a me si rivolgono infatti prevalentemente coppie provenienti dalle grandi città, giovani che hanno viaggiato, persone aperte e culturalmente preparate, ecco dunque che sta diventando una mia vera e propria missione dimostrare su larga scala, con professionalità e costanza, la sua identità e ragione d’esistere.

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Spesso, quando si parla di professioni innovative, si fa fatica a far capire quali siano le proprie esatte mansioni: tu ce le vorresti raccontare?

La professione di wedding planner racchiude in sé tanti ruoli, prima di tutto è necessario ascoltare la coppia, entrarci in feeling, offrire loro consigli, sia personali che di forma, e comprenderne le personali necessità. Ma oltre a fare da “psicologa-confidente-amica” ci sono ruoli molto più tecnici. Ogni matrimonio è a sé, si può partire quindi dalla ricerca della location per cerimonia e ricevimento, o bypassare questo aspetto nel caso la coppia abbia già i propri luoghi del cuore, a questo punto si passa alla creazione del mood, che sia espressivo della storia d’amore, delle caratteristiche, desideri e sogni della coppia, e che possa essere trasformato in tanti piccoli dettagli che parlino al posto dei protagonisti durante tutto l’evento, a poco a poco, come una poesia sussurrata con delicatezza. In qualità di manager è inoltre mio compito concretizzare il progetto rispettandone termini, budget e relative peculiarità. Perché dunque il progetto prenda vita è mio compito la selezione di fornitori ad hoc ideali per l’evento, mantenere con loro i contatti, guidarli passo per passo, ricordare gli appuntamenti alla coppia, nonché dettagli e avvisi per i vari ospiti che ogni volta imparo a conoscere dai racconti degli sposi ancor prima di incontrarli. Arrivati al Gran Giorno il mio ruolo si trasforma in quello di “direttore d’orchestra” e da me dipende ogni piccolo incastro di quel meraviglioso marchingegno fatto di tanti qualificati professionisti, che lasciati a se stessi non garantirebbero un medesimo risultato. Ogni piccolo dettaglio viene studiato col tempo e con la squadra alimentata da affiatamento e coinvolgimento. Posso dire che il Giorno del sì viene da me considerato come mio personale traguardo e come debutto verso la nuova vita dei miei amati clienti.

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Cosa si prova ad organizzare la felicità di una persona sconosciuta? Ovvero: quanto carico empatico serve per fare il tuo lavoro?

L’empatia è elemento necessario per la riuscita del mio lavoro, unita a estrema professionalità, discrezione e responsabilità. Coloro che in un primo momento sono solo degli “sconosciuti”, diventano tutto d’un tratto coloro che affidano a me la responsabilità di trasformare il loro sogno in realtà, di realizzare il giorno più bello della loro vita. La gioia di ricevere questo incarico e il desiderio di esaudire il loro sogno mi danno la carica per affrontare qualsiasi avversità.

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Nel tuo lavoro ne avrai viste tante: qual è stata la richiesta più strana che ti è stata fatta?

Di aneddoti ne ho collezionati di svariati, molti dei quali la discrezione di cui sopra mi impedisce di parlare, posso solo dire di dovermi sempre tenere pronta a tutto, dall’ascoltare le paure più intime, a tentare di riconciliare qualche bisticcio nuora/suocera, al ricordare che cambiare idea ogni giorno potrebbe compromettere l’ottimale realizzazione del progetto, al rispondere di notte alla futura sposa per risolverle l’emblema “secondo te io sono più sposa romantica o sposa sensuale?”…

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È più complicato soddisfare lo sposo, la sposa, o le mamme/suocere?? (Attenzione, risposta con sorpresa!)

Per questa risposta tieniti forte, perché in ordine la sposa è colei che si soddisfa più facilmente, l’avresti mai detto?! Al secondo posto troviamo le suocere, ma la medaglia la vincono i futuri mariti! eh sì! se capitano mariti attenti, si salvi chi può! E qui la necessità di conciliare le aspettative e i desideri di tutti si fa necessaria.

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Da dove ti è nata la vocazione? Cosa ti ha dato l’ispirazione?

Per me fare la wedding planner è un fattore genetico. Mia nonna cuciva abiti da sposa ed era considerata unica fonte di haute couture della zona, le si rivolgevano intere famiglie per ottenere consigli sul gran giorno per il quale era costantemente richiesta la sua presenza. La generazione successiva, quella di mia mamma e sua sorella invece ha guardato ad altro aspetto coltivando la passione dell’arte del ricevere, del bon ton, del Galateo. In me le due caratteristiche si sono congiunte.

Qual è il tuo matrimonio ideale?   

Il mio matrimonio ideale , contravvenendo al luogo comune della wedding planner, è il matrimonio intimo, il più intimo possibile, seguito magari da una strepitosa-fashion-briosa festa serale per darsi ai pazzi festeggiamenti. Credo che al di là dell’estetica, coordinazione e bellezza, ciò che farà sempre la differenza sarà solo l’amore, a me il compito di trasmetterlo tramite dettagli e accortezze ai partecipanti, ma è l’amore è l’elemento sine qua non.

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Un consiglio da professionista a due fidanzatini che hanno deciso di sposarsi: da dove cominciare?

Cari futuri sposini, se siete giunti a questo punto avrete il cuore a mille, il mio consiglio dunque è quello di farlo continuare a battere, godendovi ogni momento di quest’ultimo periodo da fidanzati e affidando a seri professionisti la gestione dei preparativi. In questo modo avrete la sola incombenza di fare le scelte più divertenti e disporrete a pieno del vostro tempo libero.

 

Come spesso facciamo, poi, abbiamo chiesto alla nostra esuberante interlocutrice di farci una specie di sua carta d’identità per avere, insieme a voi, l’occasione di conoscerla meglio…

Viola Vanzi, chi è?LOGO PéVIEL

Io sono Viola, ho 27 anni, sono nata e ho trascorso parte della mia infanzia a Empoli. Da ormai 18 anni vivo a Pescia, dove mi sono diplomata con maturità Scientifica. Sono laureata in legge, laurea conseguita all’Università degli Studi di Firenze. La mia professione è la event planner, con predilizione per il settore wedding. Il brand per cui lavoro è Peviel Prestige Events, una squadra di professionisti che non sostituirei mai con nessuno, costituita lo scorso 2015, frutto di un comune intento di mettere a disposizione la propria professionalità affinché ciascun sogno diventi realtà, a me l’onere e onore di capitanarlo. Frequento costantemente corsi per professionisti del settore eventi, ultimo tra tutti quello tenuto dalla nota wedding planner partenopea Cira Lombardo. Viaggio frequentemente tra States e Europa (ho potuto vivere pel alcuni mesi a Miami-Florida, ma la mia città del cuore rimane New York, emblema della multiculturalità, progresso e stile). Il mio sogno: svolgere la mia professione qui, nella Valdinievole, augurandomi essa possa crescere, acquisire vision e recepire lo sviluppo necessario.

Contatti

@ viola.wedding.event.creator@gmail.com

tel. 388 69 36 912

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